Sono patologie cutanee benigne ad evoluzione cronica. Se non trattate opportunamente tendono ad espandersi progressivamente nel tempo. La loro origine è diversa, ma più comunemente vascolare. Le cellule della pelle, nelle aree coinvolte, non ricevono un'adeguata quantità di elementi "nutritivi" attraverso i vasi sanguigni sia a causa di ostruzioni che per compressioni esterne. I tessuti si assottigliano, diventano più fragili e non sono adeguatamente difesi dalle cellule del sistema immunitario in quanto le linee di rifornimento sono interrotte o estremamente difficoltose. Minimi traumi possono pertanto produrre con facilità delle brecce nelle strutture esterne della pelle favorendo la fuoriuscita di liquidi corporei e la penetrazione di microrganismi patogeni. Condizioni predisponenti sono: insufficienza venosa degli arti inferiori; arteriopatie periferiche; diabete; malattie autoimmuni. Clinicamente si presentano come perdite di sostanza di forma più o meno irregolare, circondate da cute spesso arrossata, edematosa, macerata, e dolente. La loro superficie è umida, a tratti sanguinante, ricoperta da un velo più o meno consistente di un "gel" bianco-giallastro costituito da siero più o meno coagulato. La correzione dei fattori che stanno all'origine della patologia può, il più delle volte, condurre a guarigione. La riparazione dei tessuti avviene comunque sempre con formazione di cicatrici, solitamente discromiche (colore diverso rispetto alla cute normale) e ipotrofiche (depresse).