E' il tumore a comportamento maligno più aggressivo della cute. Trae origine dalle cellule responsabili della produzione del colore della pelle: i melanociti. Queste cellule, di origine neurale, sono presenti non solo a livello cutaneo, ma anche nelle mucose della bocca e dei genitali, oltre che nell’occhio, nelle meningi (gli involucri del cerello); nell’orecchio interno, nell’apparato digerente, ecc. I casi registrati di melanoma hanno avuto un aumento significativo negli ultimi 30 anni non solamente in seguito al miglioramento delle tecniche diagnostiche. Questa neoplasia colpisce prevalentemente soggetti di razza bianca, di età compresa tra i 30 e i 60 anni. E' molto raro prima dei 14 anni in assenza di familiarità (casi registrati precedentemente nella famiglia) o condizioni patologiche particolari (come ad esempio lo xeroderma pigmentoso: patologia di origine genetica responsabile di una severa disfunzione dei meccanismi di riparazione della pelle dopo i danni dei raggi solari). Esiste una differenza tra individui di razza bianca e quelli afro-americani per quanto attiene alle sedi più colpite: nei primi il melanoma si osserva preferenzialemente nelle regioni più esposte al sole (90%), nei secondi si riscontra l'opposto (38.0%). Le sedi maggiormente colpite sono il dorso nell’uomo e le gambe nella donna; nei bambini originano spesso da nevi nevomelanocitici congeniti. I principali fattori di rischio sono rappresentati da: predisposizione genetica con storia familiare positiva; pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi o rossi; numero elevato, ma soprattutto tatipico di nei (sindrome classica del nevo atipico: presenza di un numero di nei maggiore a 100 - rischio di sviluppare un melanoma in 10 anni di vita pari a 14%; ed individui con nevi atipici ad alto rischio - la percentuale si risuce al 10% per un simile periodo di tempo); intense e prolungate esposizioni solari o a lampade abbronzanti; storia di ustioni solari, specie nell’infanzia. I traumatizzare un neo non è considerato causa di possibile induzione di trasformazione maligna. Le varianti cliniche hanno importanza soprattutto per lo specialista in quanto possono dare un'idea dello stadio evolutivo e della tipologia del tumore. Anche il melanoma può essere curato efficacemente a patto che la sua identificazione avvenga ad uno stadio iniziale (diagnosi precoce). Ma il dermatologo può giungere ad una diagnosi precoce solamente se i pazienti si fanno vedere dopo aver appreso i semplici criteri per poter effettuare con successo un auto-esame. 5 lettere possono salvare una vita: ABCDE
A = Asimmetria (se, tracciata una linea immaginaria che divida a metà la macchia scura che state osservando, c’è asimmetria: la lesione è potenzialmente sospetta. E' meglio consultare un dermatologo);
B = Bordi (se i bordi della macchia sono irregolari e ricordano una "carta geografica”: la lesione è sospetta. E' meglio consultare un dermatologo);
C = Colore (se la distribuzione del colore è irregolare e presenta diverse tonalità distribuite disordinatamente: la lesione è sospetta. E' meglio consultare un dermatologo)
D-E = Dimensione in Evoluzione (se le dimensioni, lo spessore, la superficie della macchia variano, più o meno rapidamente nel tempo, a differenza delle altre macchie presenti sul corpo: la lesione è sospetta. E' meglio consultare un dermatologo)
La prognosi di un melanoma trattato in uno stadio precoce della sua evoluzione è estremamente buona, pertanto non ci stancheremo mai di raccomandare l'appplicazione dell'ABCDE durante l'auto-esame periodico delle lesioni pigmentate.

