Si tratta di una condizione benigna a carico del sistema venoso degli arti inferiori ad evoluzione lentamente progressiva. All'origine della patologia vi è un rallentato o difficoltoso deflusso del sangue dagli arti inferiori, con conseguente aumento della pressione a carico delle vene, sofferenza del distretto capillaro-venulare, disturbi del metabolismo dei tessuti immediatamente circostanti. I soggetti di sesso femminile sono più colpiti. Possibili fattori predisponenti vanno ricercati a livello genetico; comportamentale (vita sedentaria); dietetico-metabolico (sovrappeso, obesità, fumo, gotta); funzionale-ormonale (gravidanze multiple, diabete, menopausa). Fattori scatenanti possono essere identificati in traumi accidentali, patologie infiammatorie-infettive, cardiopatie congestizie, aumento della pressione a livello della cavita addominale. Va ricordato che il cuore è una pompa esclusivamente propulsiva e che il deflusso del sangue dagli arti inferiori dipende solamente dalla contrazione ritmica della muscolatura del polpaccio e della coscia durante la deambulazione. Il sistema venoso degli arti inferiori è dotato di valvole che permettono il flusso in un'unica direzione: dal basso verso l'alto. In soggetti predisposti, in presenza di fattori favorenti o scatenanti, le valvole possono cedere con conseguente ristagno di sangue ed innesco della patologia. Il quadro clinico è caratterizzato da gonfiore e senso di peso-tensione alle caviglie, più evidente alla sera; affaticabilità; dilatazione ed allungamento dei tronchi venosi con deformazione del loro decorso (non più rettilineo ma tortuoso). La sofferenza dei tessuti può coinvolgere i distretti cutanei che manifestano progressivamente alterazioni caratteristiche: scurimento irregolare, ruvidità superficiale, secchezza, riduzione dello spessore, facile irritabilità (prurito). Nei casi più trascurati possono comparire delle ulcere particolarmente difficili da trattare.