Si tratta di una malattia cutanea benigna a carattere infettivo. Il virus responsabile dell'infezione è noto come "varicella-zoster". Lo stesso virus che causa la varicella nei bambini e nei pazienti immunodepressi è responsabile, infatti, dell’Herpes zoster nei soggetti adulti e anziani. Quindi la varicella può essere considerata conseguenza del primo contatto con il virus. Una persona con zoster può infettare sia bambini che adulti mai stati esposti in precedenza al virus e dare origine a varicella, mentre un paziente con varicella raramente scatena herpes zoster. Quest’ultima è legata ad una riattivazione o "risveglio" del virus già presente nell’organismo in seguito a riduzione delle difese immunitarie e non ad una nuova infezione. La prima infezione determina immunità, ma al tempo stesso “impone all’organismo un ospite”, che si sceglie una “nicchia” a livello del sistema nervoso. L’età avanzata, una riduzione delle difese immunitarie (HIV, leucemia, linfoma, chemioterapia) o fattorii locali (traumi, terapia radiante, ustioni solari) possono “risvegliare” il virus. Tipicamente l'herpes inizia con dolore che precede le manifestazioni cutanee e può divenire molto intenso. Entro le 24-48 ore successive compaiono chiazze rossastre che progressivamente si ricoprono di vescicole (piccoli rilievi) a contenuto limpido poi purulento, infine si rompono lasciando erosioni (mortificazioni di tessuto) che si ricoprono di croste giallo-brunastre. Lo zoster è una malattia dermatomerica ovvero ineressa un dermatomero. Consideriamo il sistema nervoso come un comune impianto elettrico: ha una centralina che possiamo equiparare ad un ganglio nervoso, da cui si dipartono dei fili (nervi) che terminano in una lampadina (area cutanea). Il virus è la corrente elettrica che passando attraverso i fili permette l’accensione di una specifica lampadina. Solo l’area cutanea che attraverso i nervi è collegata ad uno specifico ganglio, sede del virus, svilupperà le lesioni erpetiche. Le aree più colpite sono: tronco, fronte e palpebra, cuoio capelluto e collo, orecchio con riduzione dell’udito, vertigini e ronzii auricolari. Dopo 15 giorni si ha in genere una guarigione completa. Può persistere, specie nei soggetti anziani, una debilitante sintomatologia dolorosa, che dura mesi o anni. E’ fondamentale una diagnosi precoce che consenta di iniziare entro 3 giorni dall’inizio della malattia una terapia antivirale, che rappresenta l’unica arma per ridurre i rischi di danno alle strutture nervose.
