Che cos'è?
si tratta di una malattia benigna della cute a carattere infiammatorio che si verifica in seguito al contatto con sostanze presenti nell'ambiente esterno. La dermatite irritativa può avere un'evoluzione acuta o cronica. L'origine è legata alla penetrazione di una sostanza attraverso l'epidermide ("lenzuolino di rivestimento" della cute) che causa un danno diretto ai cheratinociti ("fibre costituenti il lenzuolino") causando un'alterazione dell'aspetto normale della cute. Le sostanze potenzialmente irritanti sono molte, tra cui i saponi, i solventi, le sostanze acide o basiche, i disinfettanti e persino l'acqua. L'intensità dell'infiammazione può essere influenzata da diversi fattori: quantità e proprietà irritanti della sostanza; durata e ripetitività del contatto, eventualmente in occlusione; caratteristiche dell'ambiente (temperatura, umidità) e del soggetto colpito. La reazione acuta compare in pochi minuti e può essere sufficiente un singolo contatto con la sostanza irritante. Le alterazioni consistono nella comparsa di arrossamento, gonfiore, eventuali vescicole/bolle (rilievi cutanei contenenti liquido) associati a bruciore, "sensazione di punture"o dolore. Nelle forme più gravi si determina necrosi (distruzione definitiva del tessuto) ed eventuale ulcerazione (perdita di tessuto) con formazione di una cicatrice. Una ripetuta esposizione a sostanze irritanti poco aggressive o a basse concentrazioni può causare un'infiammazione cronica che si manifesta con arrossamento, lichenificazione (pelle ispessita), desquamazione e spacchi ragadiformi. Sia nelle forme acute che croniche le alterazioni sono limitate all'area cutanea direttamente a contatto con il fattore irritante ed i contorni sono nettamente definiti. Nella maggior parte dei casi la dermatite si risolve completamente interrompendo il contatto con la sostanza che l'ha determinata.
