Micro-autotrapianto pilare

per SDC ()
Tagline: 
Rinfoltisci la tua chioma in modo naturale e credibile con il con
Quali sono i possibili benefici?: 

Il micro-autotrapianto pilare consente il di rinfoltire, con bulbi piliferi resistenti, le aree comunemente affette da calvizie (alopecia androgenetica) sia nel maschio che nella femmina; mimetizzare cicatrici ed aree prive di peli e capelli insorte dopo traumi ed interventi chirurgici; ripristinare la densità di peli in aree del corpo che l’hanno perduta. Le patologie che maggiormente si prestano ad essere corrette con il microautotrapianto sono:

  • Le alopecia androgenetiche maschili
  • Le alopecia androgenetiche femminili
  • Le alopecia post-traumatiche (ustioni e perdita di aree del cuoio capelluto)
  • Le alopecia post-chirurgiche (cicatrici di  lifting, etc.)
  • Le alopecia distrettuali del corpo (pube, sopracciglia, baffi, etc.)
Che cos'è?: 

E’ una tecnica chirurgica prevalentemente ambulatoriale divulgata, prima della seconda guerra mondiale, dal giapponese Okuda e, negli anni successivi da Norman Orentreich di New York. I due medici dimostrarono indipendentemente la possibilità di far sopravvivere isole di pelle con bulbi piliferi una volta trapiantate in zone affette da calvizie. Comunque già nel 1822 a Wurzburg, in Germania, Diffenbach e Dom Unger descrissero il successo di una tale operazione sia nell’uomo che negli animali. Dai tempi di Okuda e Orentreich le tecniche chirurgiche si sono progressivamente evolute consentendo di ottenere risultati correttivi sempre più naturali. Il principio su cui si basano questi brillanti risultati è sempre lo stesso: trasferire bulbi piliferi con minore sensibilità nei confronti degli ormoni maschili (androgeni) in regioni cutanee popolate da bulbi molto sensibili e quindi soggetti a ridurre progressivamente la loro produzione.

Punti salienti: 
Ringiovanisci il tuo aspetto
Risparmiati il fastidio di pettinarti in modo “coprente”
Riacquista il piacere di lavare e pettinare i tuoi capelli
Breve descrizione generale: 

Il Prof. Leonardo Marini si è specializzato da 15 anni in questa tecnica presso gli studi di alcuni dei più famosi pionieri in questo campo: l’americano Tom Alt, di Minneapolis ed il tedesco Manfred Lucas di Monaco. Un notevole contributo alla sua formazione gli è stato dato anche da Jay Barnett di New York e Patrick Rabineau di Parigi.

Come funziona?: 

L’intervento odierno si differenza da quello proposto nei decenni precedenti per la miniaturizzazione delle isole trapiantate. Questa innovazione non da più l’innaturale effetto "a ciuffi di bambola” e consente all'operatore di realizzare delle attaccature anteriori del capillizio estremamente naturali. I bulbi trapiantati, dotati di una sensibilità agli ormoni maschili inferiore rispetto a quelli residenti nelle sedi di calvizie, continuano a seguire indisturbati i loro cicli di produzione contribuendo alla correzione permanente delle aree di alopecia. Purtroppo non è possibile coltivare i bulbi piliferi per aumentare il loro numero. Il chirurgo può contare solamente sui quelli posseduti da ogni paziente.

In che cosa consiste? - Immediatamente prima: 

Prima dell'intervento i pazienti devono sottoporsi a profilassi antibatterica, antiedemigena (antigonfiore) ed anti-infiammatoria. La tecnica è complessa e richiede molta collaborazione da parte dei Pazienti. Per ognuno di loro è prevista, oltre ad una documentazione fotografica pre-operatoria, una raccolta dei dati generali e particolari relativi al grado e tipologia dell'alopecia. L’operatore analizza attentamente i rapporti anatomici del volto per identificare e disegnare una linea corrispondente ad una credibile e naturale attaccatura anteriore dei capelli che tenga conto del sesso e dell’età del Paziente. Successivamente viene identificata e demarcata la zona donatrice (solitamente a livello nucale o retro-auricolare). Dopo un'accurata disinfezione il chirurgo provvede ad anestetizzarla con tecnica d'infiltrazione.

In che cosa consiste? - Immediatamente dopo: 

Alla fine della seduta i disagi sono minimi. La maggior parte dei pazienti riferisce una modesta sensazione di tensione associata ad una riduzione della sensibilità cutanea nelle sedi operate. Dopo aver verificato il corretto posizionamento delle isolette nelle loro sedi, il chirurgo lricopre le zone operate con un’adeguata medicazione "a turbante". La sua rimozione è prevista dopo 24 ore. La maggior parte dei disturbi post-operatori può essere efficacemente controllata con l'applicazione di semplici impacchi di ghiaccio. L'ipersensibilità della ferita chirurgica in corrispondenza dell’area donatrice può disturbare il sonno durante la prima notte. Le aree trattate possono apparire moderatamente gonfie per alcuni giorni. I pazienti vengono dimessi dal nostro Day Surgery dopo un periodo di osservazione di circa 30-45 minuti. Il primo controllo post-operatorio è previsto dopo 24 ore e prevede la rimozione delle medicazioni, uno shampoo delicato, ed il controllo della posizione dei micro-trapianti. Micro-crosticine sono visibili nelle sedi dei micro-trapianti per 1-2 settimane. Durante la fase di convalescenza i Pazienti riferiscono una sensazione di prurito più o meno intensa limitata alle zone trapiantate. L'azione di grattamento è assolutamente proibita per evitare di "asportare" inconsapevolmente i micro-trapianti. I Pazienti possono iniziare a lavarsi i capelli dopo 4-5 giorni. Le suture della zona donatrice vengono rimosse dopo 10 giorni. La cute trattata rimane più sensibile ai raggi solari per un periodo di 2-3 mesi e va protetta adeguatamente.

In che cosa consiste? - Durante: 

L’anestesia nelle sedi chirurgiche è completa quindi le sensazioni dolorose non vengono assolutamente percepite. Il chirurgo asporta delle “fettucce” di pelle dalla zona donatrice e le pone immediatamente in una soluzione vitale. I lembi dell'incisione vengono immediatamente suturati lungo una linea ben mimetizzata dai capelli. Mentre il Paziente riposa, le fettucce di pelle vengono accuratamente suddivise in piccole isolette di cute contenenti 1-4 bulbi piliferi. Scomposte tutte le fettucce, l'operatore conta le isolette ottenute da questa delicata operazione. Dopo aver debitamente anestetizzato le aree riceventi, il chirurgo ne asporta piccoli cilindretti di cute utilizzando dei micro-bisturi a sezione rotonda con diametro compreso tra 1 e 1,5mm. Il numero di cilindretti eliminati corrisponde a quello delle isolette ricavate delle fettucce. La direzione e la collocazione dei buchetti rispetta sempre quella dei fusti pilari propri della zona da trapiantare. Solo a questo punto si provvede al meticoloso innesto delle isolette fino a colmare tutti i buchetti praticati. IUna volta in sede i microtrapianti non vengono stabilizzati né da colle né da suture. La durata dei trattamenti dipende dall’estensione e dalla tipologia dell'alopecia da correggere. Solitamente un micro-autotrapianto richiede dalle 3 alle 8 ore.

Quanto dura?: 

Una volta raggiunto l'effetto correttivo, il risultato si mantiene nel tempo. E' assolutamente normale osservare una fisiologica rarefazione dei capelli anche nelle zone trapiantate con l'andare degli anni.

Quando vedrò i risultati?: 

I capelli incomincianoa ricrescere dopo 10-16 settimane. L’assestamento delle microcicatrici richiede 2-3 mesi. E’ utile sottolineare che è quasi impossibile raggiungere una correzione adeguata in un’unica seduta. Un buon effetto correttivo si ottiene solitamente dopo 2-4 interventi.

Quanto costa?: 
I costi per la consulenza iniziale e per i trattamenti sono ragionevoli in rapporto al livello di qualità fornito dal nostro Centro. I prezzi dipendono dall’estensione e dalla tipologia dell’alopecia da correggere, dai tempi di esecuzione e dalla difficoltà tecnica dei singoli trattamenti. Contattaci per avere ulteriori informazioni.
Controlli clinici previsti: 
0
Permanenza in clinica: 
0
Giorni di convalescenza: 
0
Divieto esposizione solare: 
0